Usare software libero significa fare una scelta politica ed etica, affermando il nostro diritto ad imparare e a condividere con gli altri ciò che abbiamo imparato.

Il software libero è divenuto base di una società dell'apprendimento, in cui condividiamo le nostre conoscenze in modo che altri possano svilupparle e goderne.

Molti, attualmente, usano software proprietario che nega agli utenti queste libertà e questi benefici. Se facciamo una copia e la diamo ad un amico, se cerchiamo di capire come funziona il programma, se ne installiamo più copie sui diversi computer che abbiamo in casa, rischiamo di essere individuati e multati o di finire in prigione.

Questo è ciò che c'è scritto in piccolo nell'accordo di licenza che accettiamo nell'usare software proprietario.

Le aziende che operano col software proprietario spesso spieranno le vostre attività e vi limiteranno nella condivisione con gli altri. E siccome i nostri computer gestiscono molti dei nostri dati personali e delle nostre attività quotidiane, il software proprietario rappresenta un pericolo inaccettabile per una società libera.

Cosa accadrebbe se ci fosse un gruppo mondiale di programmatori “etici” e di talento che volontariamente si impegnano per scrivere software condividendolo fra loro e con chiunque altro accetti di condividere allo stesso modo? Cosa accadrebbe se chiunque, anche senza dover essere esperto di computer o senza saper tutto di programmazione, potesse essere parte di questa comunità beneficiandone allo stesso tempo?

Non dovremmo avere paura di copiare un programma utile ad un nostro amico: perché non staremmo facendo niente di sbagliato. In realtà, un tale movimento esiste e tu puoi farne parte.

http://www.fsf.org/